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Investire in Romania

 



La Romania è uno scrigno di opportunità economiche infinite, soprattutto per le imprese italiane leader nell'alta tecnologia e che guardano con interesse al futuro.

Fino a circa dieci anni fa l'alto tasso di crescita e l'elevato appeal nei confronti degli investitori esteri aveva posto Bucarest fra le città più interessanti, tanto da attirare l'attenzione di molti economisti. Tuttavia, nel periodo 2009-2012, il rallentamento dovuto alla crisi economica internazionale è stato evidente. Ma ora molte cose stanno cambiando. Il Paese è tornato a crescere, merito soprattutto della stabilità politica che vede a capo di un esecutivo tecnocratico l’ex commissario europeo Dacian Ciolos.

Si è giunti dunque ad un punto di svolta quanto meno potenziale. Tutto sta giocando a favore della ripresa: le riforme messe in campo dal governo; le risorse naturali in abbondanza; una popolazione fortemente predisposta al consumo e una forza lavoro istruita e a basso costo. Oggettivamente si stanno aprendo scenari sempre più interessanti, con grandi opportunità, sia per chi vuole esportare e sia per chi vuole investire in uno dei principali mercati dell’Europa dell’Est.

Il governo per rilanciare i consumi ha optato per un taglio deciso dell’Iva, differenziato in base alle categorie merceologiche.

L’obiettivo è quello di migliorare la già apprezzabile 37ª posizione occupata dalla Romania nel ranking “Doing Business” della Banca Mondiale, ed è in questo contesto che rientrano anche misure quali il taglio delle tasse sui dividendi aziendali dal 16% al 5%; ed il taglio dei contributi sociali per i lavoratori dal 20,8% al 15,8%.

Un insieme di interventi che contribuisce ad accrescere l’appeal del Paese nei confronti degli investitori stranieri. In questo quadro rientra anche l'adozione di una flat tax fissata al 24%, determinata dall’andamento dell’economia del Paese, e strettamente connessa all’afflusso di Ide e degli scenari che si prospetteranno sui mercati internazionali.

Scelte strategiche che si interfacciano con le tante potenzialità che il territorio romeno vanta. Si calcola che certi beni preziosi (abbondanza idrica, ampie superfici per la produzione di biocombustibili, presenza di gas, petrolio ed energia nucleare) avranno l'effetto indiretto di stimolare l'incremento della richiesta di strumenti e tecnologie di qualità.

Investire in Romania, rappresenta ancora nel 2017 un'occasione per le imprese, ma anche per i molti investitori privati che ogni anno ripiegano i loro risparmi su una nazione sempre più dinamica e in piena espansione. Infatti in Romania terreni agricoli, terreni edificabili, case, appartamenti, e immobili commerciali, sono offerti a prezzi ancora competitivi e lontani dai costi della media Europea. Gioca a favore degli investimenti il fatto che in Romania, grazie ai fondi europei come i Sapard, si è favorito lo sviluppo di aziende, moltissime italiane, di cui una grande percentuale con sede in Timisoara. Del resto già nel recente passato gli schemi incentivanti (green certificates) per i produttori di energie pulite hanno portato in Romania, in poco tempo, una moltitudine di imprenditori italiani del settore.

In più la Romania detiene una gamma diversificata di fonti di energia primaria e dispone anche di un importante potenziale di fonti rinnovabili tutte ancora da valorizzare.

Le riserve di idrocarburi sono stimate a circa 74 milioni di tonnellate, mentre le riserve di gas naturale sono stimate a 185 miliardi di m.c., con prospettive ottimistiche determinate dalle recenti scoperte di giacimenti nel Mar Nero.

Le risorse conosciute di Carbone superiore ammontano a 700 milioni di tonnellate. Di queste, attualmente, sono oggetto di concessione circa 100 milioni di tonnellate, mentre quelle di Lignite si aggirano a 1.500 milioni di tonnellate, dai quali 400 milioni di tonnellate in concessione.

Le risorse minerali di Uranio godono di un particolare interesse per l'economia nazionale della Romania per i previsti sviluppi della produzione di energia nucleare, componente importante del piano di sviluppo energetico del Paese.

La Romania fa parte dal gruppo di paesi con capacità autonoma di produzione di energia nucleare, aventi capacità di produzione di acqua pesante, assieme agli Stati Uniti, Canada, Russia e Francia.

Secondo le più recenti valutazioni, il potenziale idroenergetico della Romania ammonta a 36.000 Gwh/anno.
 
 
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